"Scommetto che a quest’ora della notte sei ancora sveglio, scommetto che sei stanco a causa di una lunga, faticosa settimana. Scommetto che sei seduto sulla poltrona vicino alla finestra a guardare la città e scommetto che qualche volta ti sei chiesto di me. E voglio solo dirti che mi costa parecchio non poterti chiamare. E vorrei poter correre da te e spero che tu sappia che ogni volta che non lo faccio, quasi lo faccio."
Ok, aspetto.

Sembra impossibile che si possa soffrire così tanto per un “ti chiamerò” o “ti scriverò” non mantenuto. Alla fine che cos’è? Un messaggio in meno, una telefonata in meno, una promessa non mantenuta. Sono cose che succedono. “Scusa, ma avevo da fare”. Solo che a te non succedono mai, anche quando hai da fare, e allora farsi assalire dalla tristezza è un lampo. Non è niente di che, solo che decidere di far entrare qualcuno nella propria vita è più difficile di dimenticare chi si ama, e credere a quel “ti chiamerò” vuol dire sperare, o ricominciare a farlo, ed essere delusi è sopportabile una, due, trecento volte, ma poi basta. Poi inizia a fare troppo male, e sembra impossibile che si possa soffrire così tanto per un “ti chiamerò”, ma succede. Perché tu rispondi “ok, ti aspetto”, ma intanto cerchi di trattenere l’uragano dentro di te, quella parte di te che vorrebbe uscir fuori e urlare “no, non puoi andare via, io ho perfino paura di vederti girare l’angolo, ho paura di tutto, ho paura di ricominciare a vivere come facevo fino a poco tempo fa: senza amore”. Tu dici solo “ok, aspetto”, e lui che ne sa che “ok, aspetto” vuol dire “mi sento morire”?

Llegas cuando estoy a punto de olvidarte.
I say I hate you, we break up

…you call me, I love you.

"Ogni ‘non fa niente’ pronunciato alzando le spalle e abbassando la testa, era l’inizio di una qualche guerra interna e solitaria che combattevo da sola e perdevo sempre."
"Cosa pretendeva da lui? Tutto. Semplicemente tutto. E questo era stato il vero sbaglio. Chiudersi in un solo amore e chiedergli tutto. Semplicemente perché di tutto hai bisogno."
— Nessuno si salva da solo; Margaret Mazzantini  (via crocchette)
Ma ci sono quei dieci minuti nelle mie giornate, quelle mezz’ore in cui non capisco più niente, e non importa quante persone mi vogliano bene in giro per il mondo: sono sola. Non posso chiamare nessuno. Vado giù e posso tirarmi su solo con le mie forze. Non è niente, è solo che ho paura. E la paura è una delle sensazioni più estranianti che abbia mai provato.
"Sono sempre stata condizionata dalla paura di disturbare.
Quella di essere di troppo era un’ansia che mi accompagnava giorno e notte, soprattutto la notte.
Preferivo perdere le persone convincendole che non me ne importava più di tanto, piuttosto che riversare loro addosso il mio carattere assurdo e decisamente impegnativo.
Non era orgoglio, era un’insicurezza cronica."
—  Eleonora Tisi  
"Stai riprendendo il posto che tu non avevi perso mai."
"«”Eri bellissima” è una canzone che ho scritto per vendicarmi e il testo, racconta la piccola vendetta che mi sono preso nel rivedere il mio primo amore. Era stato un rapporto travagliato, finito male per forza di cose. Come in “Piccola stella senza cielo” la protagonista è una ragazza che non riusciva a vedersi bene nei propri panni, che non riusciva a vedersi come la vedevo io, cioè appunto, bellissima. Ma c’è un po’ di sadismo in quell’imperfetto: eri bellissima, lasciatelo dire.. Il disagio si sente con forza anche in piccola stella senza cielo, una canzone che ha sorpreso me per primo, per gli effetti che ha prodotto, per il processo di identificazione che ha innescato in tante ragazze. La protagonista potrebbe avere un proprio posto nel cielo, nel firmamento, ma non ce la fa. E’ una canzone dell’ingenuità e del prezzo che comporta, perché se ti apri e ti esponi hai più probabilità di venire ferito. Ma esporsi, aprirsi, se da un lato comporta la fragilità, dall’altro un atto di coraggio, talvolta incosciente, spesso generoso. Questo mi ha fatto riflettere su come sia diffusa, tra le donne, questa necessità di vivere fino in fondo anche la propria sensazione di estraniamento.»"
— Luciano Ligabue 
quando sei il più grande sogno, il più grande incubo.
"il caffè, i treni.
le mani, i turisti.
i papaveri, la pioggia.
il mare, i baci.
le ombre, i capelli.
le fragole, le voci.
la musica, il silenzio.
il grano, i libri.
il gelato, gli occhi.
te."
la de la mala suerte

Dices que me amas, que no hay nadie como yo,
Que soy la dueña de tu corazon,

Pero alguien más está en tu habitación.

I dettagli.

Il bacio del buongiorno.
Gli abbracci dopo le lacrime.
I ‘ci sono qui io’.
I ‘noi non passiamo’.
Gli sguadi che dicono tutto.
Le parole sussurrate.
I ‘ti amo’ detti all’orecchio.
Le carezze di notte.

Il toccarsi di nascosto.
I ‘ti voglio’ sfacciati.
E quelli pieni di imbarazzo.
Le lacrime di gioia.
I baci che finiscono in sesso.

I dettagli. Sono i dettagli che ci fregano sempre.